Berlusconi: in Patto del Nazareno modifica alla Severino. Renzi: falso

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Nel Patto del Nazareno c’era la modifica della legge Severino ma non la grazia da parte del Colle. Lo assicura il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi a “Porta a Porta”. Parole a cui replica subito lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi. “Forse è una delle sue barzellette ma non fa ridere. Io – mette in chiaro – non ho mai promesso a Berlusconi una modifica della Severino. Probabilmente si confonde con l’altro Matteo”. E in serata arrivano anche una nota ufficiale di FI che smentisce il Cavaliere (“Berlusconi non ha mai inteso sostenere che la modifica della Legge Severino o di qualunque altro provvedimento che incidesse sulla sua condizione giudiziaria fosse inclusa nel Patto del Nazareno”) e una del capogruppo Renato Brunetta che smentisce a sua volta la nota di FI confermando che la modifica della legge Severino rientrava eccome nel Patto del Nazareno.

Le critiche e la gaffe su Renzi – A Porta a Porta Berlusconi inizia con una gaffe quando, nel qualificare i suoi alleati con un aggettivo, parla della “grinta di Matteo Renzi..” e non di Salvini. Ma, giusto il tempo di precisare di “non essere in tv da tanto e quindi di fare fatica” per poi lasciarsi andare ad un monologo in cui non risparmia nulla e nessuno.  Gli affondi più duri, il Cavaliere li riserva a Matteo Renzi e al ‘tradimento’ che ha portato alla rottura del patto de Nazareno: “Il patto con lui – svela il Cavaliere – era di ridarmi l’agibilità politica. A Renzi rinfaccia di “copiare male il programma del centrodestra”, lo bolla come “un vecchio Dc nonostante la giovane età” anche se poi di fronte alla possibilità di abolire l’Imu annuncia che FI voterà a favore”.


La solidità del rapporto con Salvini – Guardando avanti, alle prossime amministrative, Berlusconi fa sapere di voler essere protagonista in prima persona: “Torno in campo. Volevo aspettare la sentenza di Strasburgo, ma abbiamo elezioni importanti”. Il primo pensiero per Berlusconi è ora rinsaldare il centrodestra in vista della tornata elettorale. E in questo senso l’ex capo del governo non si sbilancia sul futuro leader: “Vedremo nel tempo chi sarà ma ovviamente chi diventerà la guida del centrodestra sarà anche il candidato premier”. Nessuna preferenza se debba essere un politico o un imprenditore perché comunque “la parola finale spetta agli elettori”. La convinzione però è che alle prossime politiche “il centrodestra possa arrivare a conquistare il 51% degli elettori”. Per farlo però, e Berlusconi lo ripete come un mantra, bisogna “essere uniti”. Ecco perché l’ex premier difende la sua scelta di andare a Bologna alla kermesse della Lega “bisognava essere lì per mandare un messaggio di unità dopo anni che avevamo preso delle strade diverse” e sottolinea la solidità del suo rapporto con Salvini che “sfocerà in un’intesa di programma”.

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